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Curiosità sulla Pelle

Quali tipi di cuciture si usano nella pelletteria artigianale? L’importanza del dettaglio fatto a mano

📅 20 Agosto 2026✍️ di Giorgio Rabitti⏱️ 4 min di lettura

Nella pelletteria artigianale dominano cinque famiglie di cuciture: il punto sellaio a mano, il punto annodato a macchina, la ribattitura, la cucitura a costa (bordo) e i rinforzi come travetti e box‑X. La scelta dipende da funzione, spessore, bordo e stile. Il dettaglio a mano dà tenuta, regolarità e carattere.

Le cuciture fondamentali

Punto sellaio. È la cucitura a due aghi eseguita a mano su fori aperti con punzone romboidale. Ogni punto incrocia il gemello e crea un bloccaggio indipendente. Se un tratto si spezza, il resto non cede. È la scelta per cinturini, selle, manici e piccoli pellami rigidi. Estetica obliqua, ritmo fitto, leggero rilievo.

Punto annodato a macchina (lockstitch). Il classico della macchina da cucire. Filo superiore e bobina si annodano nel mezzo. È veloce, regolare e preciso sulle borse foderate. Su urti estremi può sfilare se uno dei due fili si rompe. Richiede taratura di tensione e lunghezza.

Punto catenella. Elastico e decorativo. Usato per fodere, abbigliamento in pelle e impunture estetiche. Non è ideale come unico presidio su cinghie strutturali.

Cucitura inglese. Bordi ripiegati, incollati e poi cuciti. Scompare il taglio vivo, resta una linea pulita e protetta. Elegante su piccola pelletteria e selleria fine.

Cucitura invisibile. Impiegata su fodere, taschini, ripiegature. Il punto affonda in una canaletta o prende solo pochi fili della pelle. Risultato: tenuta senza segno evidente.

Dove e perché usarle

Costa (edge stitch). Punto a 1–2 mm dal bordo. Ferma incollaggi e dà profilo netto a portafogli e bustine. Con punzone inclinato crea un ritmo “francese” molto riconoscibile.

Ribattitura. Punto più arretrato (3–4 mm). Rinforza cuciture portanti su manici e fianchi di borse. Riduce lo sforzo sul bordo e previene strappi.

Travetto. Piccolo rinforzo serrato trasversale. Blocca passanti, attacchi di moschettoni e angoli di tasche. A mano si ottiene con passaggi ravvicinati; a macchina con zig‑zag fitto o programma bartack.

Box‑X. Rettangolo con X interna. Classico ancoraggio per manici e cinghie. Ripartisce il carico in quattro direzioni. In selleria e valigeria è uno standard di fatto.

Taglio vivo vs rimbocco. Su taglio vivo si cuce vicino al bordo e si brunisce. Sul rimbocco il cuoio si ripiega e la cucitura scorre più interna. Il primo esprime grana e materia; il secondo privilegia eleganza e protezione.

Filo, ago e passo

Filo. A mano prevale il lino cerato o il poliestere ritorto. Il lino, cerato a cera d’api, dà presa e tatto caldo. Il poliestere resiste meglio all’umidità e all’abrasione. Si sceglie il titolo (Tex) in base allo spessore del cuoio e al carico. Colori a contrasto per segno deciso, tono su tono per sobrietà.

Ago e foro. A mano si usano aghi senza punta; il foro lo apre il punzone romboidale o la forchetta (pricking iron). A macchina l’ago ha punta specifica per pelle, che taglia senza lacerare. Evitare fori troppo grandi: indeboliscono il bordo.

Lunghezza punto. Su piccola pelletteria: 3–4 punti per cm danno solidità e linea fine. Su cuoio spesso, 2,5–3 punti per cm proteggono dal taglio tra i fori. Regola d’oro: punto proporzionato allo spessore e al carico previsto.

Tensione. A mano, tirare in modo uniforme da entrambi i lati. A macchina, bilanciare tensione superiore e inferiore per evitare grinze o “scalini”. Il nodo deve finire al centro dello spessore.

Preparazione e finitura del bordo

Scarnitura. Assottiglia il margine prima di piega o sovrapposizione. Riduce lo scalino sotto la cucitura e migliora la chiusura.

Incollaggio. Colle all’acqua per lavorazioni a contatto con pelle e mani; solvente per tenute rapide su cuoi spessi. Attendere la giusta presa prima del punto.

Canaletta. Piccola scanalatura nel cuoio che accoglie il punto. Protegge il filo dall’abrasione e regala un effetto incassato pulito.

Brunitura o vernice. Il bordo taglio vivo si leviga con gomma adragante e legno di fico, poi si lucida. In alternativa, vernice in più mani con carteggiatura intermedia. La cucitura deve correre diritta e senza sbavature.

Battitura. Un colpo leggero di martello in nylon allinea i punti, assesta l’incollaggio e appiattisce i passaggi di filo. Segno di bottega attenta.

Qualità, durata e riferimenti

Riconoscere una buona cucitura. Punti regolari, inclinazione costante, partenza e chiusura pulite. Nodi affondati, nessun foro allungato, nessun filo peloso. Nei rinforzi, travetti paralleli e box‑X simmetrici. Un singolo punto tagliato non deve far partire la “cerniera”.

Test. Trazione manuale sulle zone critiche; sfregamento su bordi; controllo dell’allineamento rispetto al filo pelle. Se il punto segue la fibra e non la spezza, durerà.

Responsabilità. Fili e colle devono rispettare la Direttiva REACH. Le concerie aderenti a Leather Working Group garantiscono tracciabilità e processi più puliti: il filo lavora meglio su pelli conciate correttamente e rifinite senza residui aggressivi.

Manutenzione. Evitare calore diretto e solventi. Nutrire il cuoio secco; un filo ben cerato scorre meglio e non taglia i bordi col tempo.

Dalla sella alla borsa: una continuità

Ho imparato il punto sellaio in una bottega del mantovano, guardando mio padre riparare cinghie di cavallo. Oggi lo stesso gesto tiene insieme portafogli e borse. Cambiano spessori e stili, non la logica: foro netto, filo giusto, punto proporzionato, finitura pulita. La cucitura racconta il pezzo. E decide se invecchierà con grazia o si arrenderà presto.

Giorgio Rabitti

Figlio di un sellai del mantovano, Giorgio coltiva fin da piccolo la passione per il cuoio. Ha viaggiato in Italia per visitare mercanti storici e ormai è punto di riferimento per la divulgazione di aneddoti, strumenti e tradizioni della pelletteria classica.

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